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 Rinnovabili? Si all'eolico |
Favorevoli agli investimenti in centrali eoliche: 89%; anche se c'è da pagare qualcosa. Ma l'impatto delle centrali eoliche sul paesaggio suscita molte perplessità. Non si capisce come si dovrebbero integrare. Vedi il commento. |
| 09/05/2012 |
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Gli Italiani e le rinnovabili. sondaggio su Pane web. Popolazione 18-65 anni; maggio 2012.
Per l’opinione pubblica alle fonti di energia rinnovabile sono immediatamente associati il solare e l’eolico, con percentuali di risposta che vanno dal 70 all’80%. Molto meno citate l’energia geotermica, le biomasse, lo sfruttamento delle maree e delle correnti marine, con citazioni spontanee che sono comunque consistenti, intorno al 10% ciascuna. E’ sorprendente che siano così poche (6%) le citazioni, fra le rinnovabili, dell’energia idroelettrica, che è diffusa in Italia da un secolo ed è sotto gli occhi di tutti, anche per manufatti imponenti come i bacini artificiali e le dighe che li hanno creati e li sostengono. E’ evidente che l’opzione “rinnovabili” possiede un connotato di modernità che viene riconosciuto solo al solare e all’eolico.
Ed è particolarmente al solare e all’eolico che la gente pensa quando si dichiara a favore delle rinnovabili, totalmente a favore, senza condizioni, così dice oltre il 70%. Ma che il consenso sia del tutto incondizionato non è proprio vero.
Se la domanda è corredata da qualche informazione essenziale, le cose cambiano. Aggiungiamo dunque che “lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, alternative ai combustibili fossili, richiede forti investimenti che saranno fatti in parte dagli stessi produttori e in parte dallo Stato, con i soldi di tutti noi. Inoltre si stima che, almeno inizialmente il costo dell’energia prodotta sarà più alto. Rifletta su questi aspetti, poi risponda ancora alla stessa domanda. Lei è a favore dello sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili?”
La risposta non è più la stessa. L’adesione incondizionata scende dal 71 al 55% e acquistano consistenza posizioni ancora favorevoli, ma più prudenti (quelli che si dichiarano “moderatamente a favore” salgono dal 25 al 34%). Dunque le rinnovabili hanno un costo esplicito che si ritrova nell’imposizione fiscale e in bolletta. Anche a chi non lo sapeva o non lo ricordava è stato detto, allora cominciano a manifestarsi i “distinguo” ma la posizione della maggioranza è ancora nettamente favorevole. Incerti e contrari, sommati, sono meno del 10%. Lo stesso vale per l’eolico. E non ci sono differenze fra uomini e donne, né fra giovani e anziani.
Sono tre i fattori che determinano il favore per la produzione di energia da centrali eoliche:
• la sicurezza degli approvvigionamenti: “è sempre disponibile” (24%) e “ci libera dalla dipendenza dai produttori di petrolio” (53%). Entrambe le risposte denunciano una forte preoccupazione per il rischio di restare senza energia elettrica. Non aiutano le inquietudini legate alla supposta instabilità politica dei regimi medio orientali e alla percezione di una certa impenetrabilità delle loro decisioni. Da notare come questa preoccupazione, che ha poco a che fare con l’ecologia e con la sostenibilità ambientale, venga al primo posto.
• Altra risposta: “La mancanza di rischi per le persone e per l’ambiente” 35%, risposta che contiene un implicito confronto con il nucleare, e con l’inquinamento derivante dai combustibili fossili (i disastri di Fukushima e del Mar dei Caraibi sono ancora ben vivi nell’opinione pubblica).
• “E’ inesauribile” : 44%. Questa motivazione può dirsi per metà ecologista e per metà consumista. La metà ecologista riguarda una genuina preoccupazione volta a preservare le risorse naturali; la metà consumista fa capire quanto siano ansiogene le ricorrenti notizie sull’esaurimento delle riserve naturali di petrolio e la prospettiva di restare senza petrolio ancor prima che siano pienamente operanti le fonti alternative. Questo spiega l’intensità della domanda di intervento e l’urgenza di vedere presto i risultati.
Conclusione: se i risultati sono garantiti, e a breve, qualche sacrificio per le rinnovabili oggi si può fare (si deve fare).
Il costo dell’energia è, per ora, il vero problema, con l’eolico. Ma un problema per il quale la soluzione sembra vicina. Sia perché si spera negli sviluppi della tecnologia, sia perché il prezzo del petrolio potrà solo aumentare, quindi il prezzo dell’energia di produzione eolica diventerà comunque più competitivo.
Ma non è il solo problema. Le centrali eoliche occupano porzioni importanti del territorio e la loro diffusione modificherà il paesaggio, che sarà molto diverso da quello che conosciamo (59%). Le nuove torri di acciaio luccicante, non hanno la grazia dei mulini a vento che rendevano così caratteristico il paesaggio olandese. C’è preoccupazione per le superfici estese delle centrali eoliche sottratte all’agricoltura e ad altri usi (25%). Perché dove ci sono le centrali eoliche non si capisce cos’altro ci potrebbe stare: sono un rumorose e costituiscono anche un problema per gli animali e gli uccelli (24%). Linee ferroviarie, autostrade, elettrodotti, sono stati inseriti nel paesaggio, solo dopo decenni e ancora con molti problemi (vedi Tav in Val di Susa). La centrale eolica è un “oggetto” nuovo il cui impatto sul paesaggio non è stato ancora valutato. Di ciò occorrerà tenere conto nella progettazione di nuovi siti.
Una discussione su questi temi servirebbe a creare una “cultura” dei nuovi paesaggi in cui ci troveremo nel 21esimo secolo. Paesaggi che non sono propriamente urbani, né agricoli, non del tutto artificiali, ma non più naturali. Abbiamo qualche difficoltà a capire e ad integrare le novità da cui saremo circondati.
Anche per questo si ritiene che la scuola e i media dovrebbero fare di più. Oltre 80% degli intervistati ritiene che il tema delle rinnovabili sia assai poco trattato dai media. Ancor di più (85%) sono quelli che ritengono che la scuola non faccia abbastanza per sensibilizzare i giovani sui problemi e sulle prospettive delle energie rinnovabili.
Per il rapporto completo della ricerca: fabio.patritti@ce-co.it
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