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05 luglio 2016
Il Premio Assirm 2016

Il Premio Assirm 2016 va alla memoria di Carlo Erminero, uno dei padri fondatori della ricerca sociale e di mercato in Italia, nonché Presidente del Comitato di Qualità e Consigliere di Assirm, venuto a mancare lo scorso 16 febbraio.

Consegnato stamattina a Milano presso la Cordata di San Vittore, alla figlia Cristina e al fratello Enzo, il premio è stato dedicato a una delle personalità di spicco del mondo della ricerca che ha contribuito col suo lavoro alla nascita del settore in Italia.

Dopo aver lavorato all’interno dell’Istituto Doxa e dopo aver fondato da giovanissimo l’Istituto Demoskopea, Carlo Erminero è stato tra i primi in Italia a comprendere il ruolo che la ricerca avrebbe potuto svolgere a servizio delle imprese, nella soluzione dei problemi di marketing e nella conoscenza del consumatore. Così come anni dopo, ancora una volta, è stato tra i primi a comprendere l’importanza per le società del settore di fare fronte comune a presidio e garanzia della qualità della ricerca, partecipando alla fondazione di Assirm.

 

Il Presidente di Assirm Umberto Ripamonti ha così commentato: «Il Premio viene oggi consacrato al ricordo di un uomo di lungimiranza e forte spirito d'innovazione; si tratta di un tributo doveroso a un grande imprenditore e brillante intellettuale. Da colleghi» ha continuato Ripamonti «Ci piace ricordarlo anche per altri inconfondibili tratti della sua personalità: il suo grande amore per la ricerca prima di tutto,il suo forte impegno per la crescita della professione, il suo sguardo aperto all’innovazionee al futuro».

Il Premio Assirm è promosso dall’Associazione tra Istituti di Ricerca di Mercato, Sociale e d’opinione per dare un riconoscimento agli imprenditori e ai manager che grazie al loro lavoro e alle loro idee hanno contribuito allo sviluppo della cultura.

 

 

LE MOTIVAZIONI:

Carlo Erminero è stato, insieme a pochi altri, uno dei padri fondatori della ricerca sociale e di mercato in Italia.

Si potrebbe dire che era scritto nel destino. Nell’aprile 1960, mentre era in attesa di laurearsi, Carlo decise di venire a Milano per sottoporsi ai test e ai colloqui del Centro di Orientamento dell’Università Cattolica. La risposta che ebbe fu molto precisa: ricerche di mercato. Qualche mese dopo, tra le varie lettere di invito a sostenere colloqui di selezione, trovò nella posta una lettera di Doxa. Al destino non si poteva dire di no due volte, e Carlo accettò la sfida.

Dopo l’esperienza in Doxa, all’età di ventotto anni contribuì a fondare Demoskopea, dando vita a una delle esperienze più importanti e innovative della ricerca di mercato italiana degli anni sessanta e settanta. Fu tra i primi in Italia a comprendere il ruolo che la ricerca avrebbe potuto svolgere a servizio delle imprese, nella soluzione dei problemi di marketing e nella conoscenza del consumatore. Così come anni dopo, ancora una volta fu tra i primi a comprendere l’importanza per le società del settore di fare fronte comune a presidio e garanzia della qualità della ricerca, partecipando alla fondazione di ASSIRM.

 

Il nostro è dunque un tributo doveroso all’imprenditore, allo studioso, all’intellettuale. Ma da colleghi ci piace ricordarlo anche per altri inconfondibili tratti della sua personalità e della sua storia professionale:

 

-          Il suo grande amore per la ricerca, innanzitutto. Lui stesso era solito dire: Io amo la ricerca … la ricerca mi piace perché è bella. Diceva proprio così - bella - usandoa sorpresa la categoria estetica, dove altri avrebbero usato quella etica, oppure quella sociale, o economica, o scientifica. Con questo Carlo intendeva dire che la ricerca racchiude in sé tutte queste dimensioni, ma anche molto, molto di più.

 

-          In secondo luogo, il suo forte impegno per la crescita della professione. Convinto che la partecipazione e il coinvolgimento diretto nella vita della comunità sia la condizione necessaria del progresso dei singoli, è sempre stato attivo nelle sedi che promuovono il valore della ricerca. Ha voluto molto bene ad ASSIRM, cui ha dedicato tempo e competenze.

 

-          Infine, il suo sguardo aperto al futuro e all’innovazione. Metodologo per formazione e per vocazione, ha tenuto saldi i parametri scientifici della ricerca, senza lasciare che si trasformassero in gabbie, affascinato dalle potenzialità che le nuove tecnologie e i nuovi approcci offrono alla conoscenza della società e dei ‘nuovi’ consumatori.  Nel momento in cui avrebbe potuto godersi il prestigio di una nobile storia professionale, si è rimesso in gioco e ha creato due società concepite per sperimentare e integrare metodi, tecniche, competenze, modelli di offerta innovativi.

 

Per tutti questi motivi, oggi siamo riconoscenti al destino e a Carlo che ha saputo interpretarlo, come fosse una ricerca, con intelligenza e creatività.

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