| Indizi e tendenze |
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Una sezione dedicata per offrire indizi e tendenze sulle trasformazioni in atto nella società.
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 Puntare sui Public content per una società della conoscenza |
| Pubblicato il terzo rapporto sul mercato dei contenuti digitali |
| 25/09/2008 |
| Cristina Erminero |
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Sarà la pubblicità digitale il contenuto virtuale che avrà nei prossimi anni il maggior sviluppo.
E’ quanto emerge dal 3° Rapporto sul mercato dei contenuti digitali in Italia (*), realizzato da Confindustria Servizi innovativi e tecnologici in partnership con il dipartimento per l'Innovazione e le tecnologie.
Il mercato, che a fine 2008 supererà i 6 Mld di Euro è costituito da tre voci principali: - Contenuti a pagamento (video, musica, entertainment on-line, news, mobile entertainment); - Pubblicità (search, annunci Internet, mobile Tv, Dtt, Sat, Iptv e web tv, portali, entertainment & gaming, news); - Contenuti pubblici (turismo, education, beni culturali).
La componente più rilevante continua ad essere rappresentata dai contenuti a pagamento (circa l’80%), per un valore pari a 4.137,5 milioni di euro. Di questi è il segmento video a costituire il mercato principale, con un valore pari a 2.544 milioni di euro (incidenza del 61,5%) e una crescita di circa il 20% nel 2007. Segue, in ordine di peso, il segmento dell’entertainment nelle due componenti mobile (con una incidenza del 21%) e online (15,5%) e, le News con una quota pari a all’1,6% del comparto. Resta ancora marginale il peso della musica on-line che ottiene un valore pari ad appena 16,2 milioni di euro.
Tuttavia, tra i contenuti digitali è la pubblicità a rivelare i ritmi di crescita più sostenuti, evidenziando nel 2007 un incremento della raccolta pari al 47.5%, con una previsione per i prossimi anni altrettanto consistente, in grado di raggiungere e superare già nel 2009 la soglia di 1,5 miliardi di euro.
Infine, il mercato dei public content, che attualmente copre solo il 3% dell’intero settore, è quello che evidenzia le dinamiche più contenute, con una crescita dell’8,2% nel 2007, al di sotto delle previsioni formulate negli anni precedenti. E’ proprio su questo segmento su cui si dovrebbe puntare maggiore attenzione e dedicare più sforzi per aumentare la produttività e la qualità dei servizi offerti. I benefici sarebbero immediati per i cittadini (italiani e non) e per le imprese, soprattutto nei campi della scuola, del turismo e dei beni culturali. Senza considerare che la completa informatizzazione dei processi di front office e di back office delle pratiche amministrative consentirebbe l’erogazione in rete di servizi e contenuti con un inestimabile risparmio di tempo degli utenti e denaro dell’amministrazioni pubbliche.
Per ottenere tali risultati, e più in generale per favorire lo sviluppo dell’E-Content appare dunque necessario, come sottolineato dal presidente di Confindustria Si, Alberto Tripi, “una riflessione strategica sugli obiettivi di medio-lungo termine che il Governo deve darsi". Sono cinque i parametri individuati dal Presidente Tripi:, essenziali per l’innovazione del Paese: - il tasso di adozione delle tecnologie Ict; - la penetrazione di applicazioni e servizi innovativi nelle imprese; - il grado di digitalizzazione delle famiglie; - il livello di informatizzazione dei servizi delle pubbliche amministrazioni con i cittadini e le imprese - lo sviluppo infrastrutturale.
Proprio grazie ad un progetto comune, condiviso e promosso da diversi soggetti, si può realizzare una politica efficace per lo sviluppo di contenuti, servizi e tecnologia capaci di spingere il Paese verso una società della conoscenza.
(*) Per maggior dettaglio del rapporto si consulti il sito: www.confindustriasi.it |
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