| Indizi e tendenze |
Come si sta muovendo il mercato?
Quali prospettive per le ricerche?
Come stanno cambiando le abitudini degli italiani?
Quali stimoli dall'estero?
Una sezione dedicata per offrire indizi e tendenze sulle trasformazioni in atto nella società.
|
|
| |
 Gli imprenditori sfidano l'ombra della recessione |
| Anche per il 2008 si prevedono saldi occupazionali a segno positivo |
| 15/09/2008 |
| Cristina Erminero |
|
|
"Nonostante i venti di crisi, gli imprenditori dichiarano di voler investire ancora una volta sulle risorse umane"
E' così che si apre il nuovo rapporto Excelsior sulle stime dei fabbisogni professionali delle imprese per il 2008, presentato oggi a Roma, nella sede di Unioncamere (*).
Sono 110.000 i nuovi posti di lavoro che le imprese stimano di creare per quest'anno, pari a un tasso di crescita dell'occupazione dell'1%. Rispetto o in vista delle aspettative funeste per l'economia italiana, gli imprenditori sono impegnati nella riorganizzazione del fattore lavoro, testimoniato dall'aumento dei tassi di turnover: crescono le entrate di personale, ma anche le stime delle uscite.
Ma quali sono le imprese che assumono? Con quasi 90mila assunzioni nette (depurate dalle uscite), sono le piccole imprese a trainare l'espansione occupazionale, molto più limitato l'apporto delle imprese di medie e grandi dimensioni (oltre i 10 dipendenti).
Tuttavia, nonostante i risultati positivi e la diminuzione, rispetto alle annualità precedenti, del numero delle imprese che non assumeranno (dal 68% nel 2006 al 61% del 2008), resta l'ombra della recessione: quasi il 49% delle aziende che non prevedono nuove entrate, motivano tale scelta per la sfavorevole situazione congiunturale. Allo stesso tempo, diventa anche più forte il peso della pressione fiscale che quest'anno, più ancora del costo del lavoro, determina la decisione di non assumere nuove leve.
E le professionalità più appetibili? Tecnici del commercio, operai specializzati e personale tecnico sono i gruppi professionali che in termini assoluti rappresentano la maggior quota di assunzioni (rispettivamente 21,6%, 20,1% e 16,2%). Più interessante notare negli anni la diminuzione del peso di personale non qualificato e di professioni legate al commercio a favore di un incremento di professionalità high skill. Il settore maggiormente toccato da questi cambiamenti è, come naturale attendersi, il terziario. Se si guarda p.e. nel settore Ict, ben il 70% delle assunzioni previste sono ad alta qualifica e per ben il 39% è richiesta almeno la laurea.
Tuttavia, sarebbe fuorviante considerare innovative solo le imprese appartenenti alla tradizionale categoria di servizi avanzati. Piuttosto, si può rilevare come i processi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale stiano diffondendosi trasversalmente in tutta l'economia. Prova ne sono alcuni comparti del settore industriale, come la meccanica e le industrie elettroniche testimoni di forti tassi di crescita accompagnati da alte quote di assunzioni high skill, superiori alla media. Fenomeno che si verifica anche in settori a più alta intensità di lavoro (alimentari, tessile, abbigliamento, calzaturificio e arredamento) per i quali si apprezzano figure professionali in grado di di valorizzare e trasferire all'estero marchio e design.
Più in generale, sembra sempre più sottile il confine tra industria e servizi, dove i primi spesso sono integrati in filiere capaci di potenziare i processi produttivi e di saperli commercializzare.
(*) L'indagine coinvolge ogni anno circa 100.000 imprese operanti in Italia con almeno un dipendente e si propone di investigare in modo analitico la domanda di lavoro prevista per l'anno in corso. I dati, stratificati per territorio, per dimensione e per attività economica, quantificano i fabbisogni professionali e forniscono le principali caratteristiche delle figure richieste (livello di istruzione, età, esperienza, difficoltà di reperimento e necessità di ulteriore formazione). I dati sono disponibili sul sito excelsior.unioncamere.net
|
|
| |
|
|