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Indizi e tendenze

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Una sezione dedicata per offrire indizi e tendenze sulle trasformazioni in atto nella società.


 
Esperti nelle scienze ci mostrano come potrà evolversi la vita sul nostro pianeta
05/09/2008
Cristina Erminero



Entro 20 anni, tutta l’energia prodotta scaturirà da fonti pulite e rinnovabili, entro 5 anni il progresso esponenziale nella nano-ingegneria renderà l'energia solare economicamente competitiva e vantaggiosa rispetto ai combustibili fossili e già dal 2025 potremo iniziare a pensare all’immortalità grazie ad una aspettativa di vita che crescerà in modo esponenziale (Fonte: The New York Times ).
Queste alcune delle rosee prospettive di Ray Kurzweil, noto futurologo americano, presentante al recente World Science Festival di New York.

Pochi mesi prima a lanciare strali di ottimismo è stato anche Chris Anderson, coordinatore del Ted, («technology, entertainment, design»), appuntamento annuale per i più selezionati cervelli del mondo che si incontrano per offrire nuove visioni del futuro. Secondo Anderson “La combinazione di tecnologia, media e crescita economica sul lungo termine avrà un effetto su tutte le persone, anche su quelle che oggi sono escluse dal benessere». Ecco il perché il Ted è considerato un luogo per diffondere soluzioni concrete e pensiero positivo. (Fonte: Corriere della Sera)

A fine 2007, un altro noto futurologo, Ray Hammond ha presentato un rapporto di ricerca sulle condizioni del nostro pianeta nel 2030: The World in 2030. Secondo l'autore, robot di plastica e una "super rete" sempre accesa e sempre collegata saranno le caratteristiche della nostra vita quotidiana, radicalmente diversa da oggi. (Fonte: La stampa).

Questi sono solo alcuni esempi dei frequenti tentativi di fornire dei flash sul futuro, immediato e lontano.
Conoscere, vedere il futuro è da sempre una delle ambizioni dell'uomo. Dall’epoca degli oracoli ad oggi, la futurologia è diventata una scienza, grazie anche ad alcuni ricercatori del MIT che nel 1974, applicando la nuova teoria dei sistemi, arrivarono a stimare le gravi situazioni di penuria delle materie prime della nostra epoca.
La scienza oggi permette di guidare le connessioni tra fatti passati ed eventualità future stimando possibili scenari del mondo di domani. Una scomoda verità , il film promosso da Al Gore, è un esempio significativo di uso sofisticato dei risultati scientifici per descrivere i rischi climatici che corre il nostro pianeta.

L'obiettivo delle nuove tecniche di previsione, ed in questo sta anche l'interesse che suscitano, è quello di fornire ai decisori, privati e pubblici, una linea di condotta che consenta loro di impegnarsi in una direzione corretta, evitando i rischi accidentali.

Tuttavia, tutti modelli previsivi, basandosi essenzialmente su relazioni con il passato e sulle attuali conoscenze, possono al più fornire delle traiettorie, uno scenario plausibile se persistono le attuali condizioni.
In caso di breakdown, di improvvisa rottura, ossia grazie a scoperte o a invenzioni rivoluzionarie o a causa di nuovi accadimenti imprevedibili (naturali e non), lo sviluppo salta su una nuova traiettoria che ri-organizza l’intero landscape, rendendo vane gran parte delle previsioni.
Ma quanto sono frequenti le rotture? Nell’ultimo secolo proprio i continui slittamenti di traiettorie -non solo tecnologiche- hanno dato allo sviluppo un’accelerazione inimmaginabile.
Ciò non implica che i modelli previsivi siano inutili: le stime sul sovrappopolamento, sulla scarsità delle risorse e sui cambiamenti climatici sono problemi reali che vanno affrontati seriamente.

Tuttavia, accanto ai futurologi, è necessario non dimenticare e tenere in grande considerazione i visionari, ossia coloro in grado di vedere cose che ancora non esistono. “Ogni utile avvertimento sul futuro dovrebbe apparire ridicolo” (Jim Dator).
Per queste persone la forza e il potere dell’immaginazione permette di andare al di là delle cose note e guardare a mondi non ancora concepibili.

Di fatto, è la qualità che dovrebbero possedere gli imprenditori. Con una differenza sostanziale: non basta avere una vision dell’azienda, ma occorre anche realizzarla, renderla realtà, adottando, ovviamente, i modelli previsivi migliori per la traiettoria immaginata.