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Indizi e tendenze

Come si sta muovendo il mercato?
Quali prospettive per le ricerche?
Come stanno cambiando le abitudini degli italiani?
Quali stimoli dall'estero?

Una sezione dedicata per offrire indizi e tendenze sulle trasformazioni in atto nella società.


 
Esplorando le fonti esistenti, nuovi orizzonti per conoscere e sviluppare il settore
01/06/2008
Cristina Erminero



Nel 2007, le persone residenti in Italia hanno effettuato 112 milioni e 240 mila viaggi. Più di 4 viaggi su 5 ha avuto come destinazione principale una località italiana, e soltanto il 17% si è rivolto a un Paese estero. Gli Italiani amano viaggiare soprattutto in Francia (17% dei viaggi all'estero), Spagna (12%) e Germania (8%). Mentre per i viaggi nazionali le regioni preferite sono Toscana, Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Veneto, che coprono quasi la metà dei flussi turistici interni.

Questi alcuni dei principali dati che emergono dall'indagine Istat Viaggi e Vacanze sui flussi turistici delle famiglie italiane nel 2007 (fonte: www.istat.it)

Oltre a questa ricerca, l'Istat conduce un'importante indagine sull'offerta turistica, esaminando sia la consistenza degli esercizi ricettivi italiani sia i flussi di clienti italiani e stranieri. A completare il quadro, l'Ufficio cambi italiano, ora confluito nella Banca d'Italia, conduce ogni anno una rilevazione ai confini nazionali per conoscere la domanda turistica da e verso il nostro Paese e determinare la relativa bilancia di pagamenti.

Come sottolineato da un esperto del turismo, Guido Vaccaro in una sua recente pubblicazione, in Italia non mancano certo le ricerche legate al turismo. Più che la penuria di numeri, ciò che ancora scarseggia è lo sforzo di renderli parlanti e accessibili a chi si opera nel settore per aiutarlo nella crescita e nello sviluppo (fonte: La statistica applicata al turismo - Hoepli, 2007).

Perché, sempre parlando di numeri, negli ultimi 10 anni, Francia e Spagna hanno nettamente superato il nostro Paese in termini di entrate valutarie turistiche, declassando l'Italia al quarto posto, dopo Stati Uniti e subito prima di Cina e Regno Unito. Stesso panorama per l'area euro-mediterranea: Turchia, Egitto e Croazia conquistano una crescente quota turistica mentre per l'Italia, pur alta, la capacità attrattiva rimane pressoché stazionaria. ( fonte: Banca d'Italia)

In una congiuntura che vede il turismo mondiale in continua crescita, sarebbe un peccato non sfruttare le potenzialità del nostro territorio, valorizzarle, traducendole in maggiore capacità attrattiva. Se molto dev'essere ancora fatto a livello di Sistema Paese, con politiche del turismo forti e coordinate, qualcosa può essere già sviluppato dalle singole realtà, sempre però con una buona capacità di filtrare i lenzuoli di dati e con un'ottima abilità nel tradurli in azioni operative.

Solo qualche esempio.
Le statistiche Istat sopraccitate forniscono un'interessanti indicazione sui canali di incontro tra la domanda turistica italiana e l'offerta: cresce il numero di persone che preferiscono organizzarsi il viaggio senza intermediazione (quale ruolo quindi per le agenzie?) e, raddoppia l'uso di internet per prenotare i viaggi: dal 10% nel 2005 al 19% nel 2007.
Ciò implica per le strutture ricettive che dotarsi di un buon sito internet ,con una visibilità su web, non è solo importante, ma è vitale per essere conosciuti dai turisti, italiani e stranieri.

Se guardiamo all'indagine della Banca d'Italia sul gradimento delle destinazioni dei viaggiatori internazionali emergono due distinte attitudini: per gli Italiani all'estero, un viaggio è ben riuscito se è bello l'alloggio, per gli stranieri in Italia l'alloggio non ha rilevanza, ma è molto importante la sicurezza, la cortesia e l'arte. Queste preliminari informazioni sui fattori determinanti per la soddisfazione del cliente e la sua segmentazione, se ulteriormente analizzate, aiuterebbero a dare un'offerta turistica più mirata e coerente con i flussi turistici attuali.

Infine, visto il crescente peso dei viaggi per affari, perché non amplificare la tendenza e creare maggiori occasioni di fiere, convegni, viaggi aziendali e viaggi incentive per promuovere il turismo fuori stagione?

Se le statistiche ufficiali sono un ottimo punto di partenza per conoscere il settore, non possono mancare nel panorama informativo le indagini sul consumatore al fine di valutarne gli orientamenti, gli atteggiamenti di spesa attuale e potenziale necessari per un'azione di marketing efficace, orientata a valorizzare le risorse già presenti sul territorio e al contempo offrire un servizio adeguato per attrarre e fidelizzare il turista.